Alluce Valgo

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’alluce valgo è una deformazione del primo dito del piede che assume una particolare inclinazione con contemporanea sporgenza del primo osso metatarsale. Nei casi più avanzati, l’alluce finisce sopra o sotto il secondo dito.

 

CAUSE

Sono diversi i fattori che concorrono alla deformazione e comprendono l’ereditarietà, le alterazioni anatomiche del piede, gli interventi chirurgici, le patologie reumatiche o neuromuscolari.

 

SINTOMI

La patologia dell’alluce valgo può provocare dolore e gonfiore che compromettono la normale deambulazione. La deformazione può inoltre provocare infiammazione e degenerazione dell’articolazione. Fra le complicazioni più frequenti vi è la borsite dell’alluce, ossia la formazione di una borsa sierosa e infiammata all’articolazione.

Pertanto è sconsigliato l’uso di calzature che comprimono le dita dei piedi.

 

ACCERTAMENTI

Il disturbo dell’alluce valgo viene accertato attraverso un esame ortopedico e una radiografia ai piedi effettuata in posizione eretta.

ANEURISMA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

È la dilatazione localizzata di un’arteria per alterazione della sua parete. Quando la dilatazione riguarda l’aorta si definisce aneurisma dell’aorta addominale, quando riguarda il tratto di aorta più vicina al cuore si definisce aneurisma della radice aortica, quando riguarda il tratto ascendente del vaso si definisce aneurisma dell’aorta con valvola bicuspide.

LE CAUSE

Le cause dell’aneurisma dell’aorta addominale non sono ad oggi del tutto note. Tra i fattori a rischio ci sono il fumo, l’eccesso di colesterolo nel sangue, l’ipertensione, l’obesità e la familiarità con il disturbo.

SINTOMI

I sintomi di un aneurisma dell’aorta addominale possono essere molteplici e variare a seconda della localizzazione. Un aneurisma può essere asintomatico o manifestarsi con dolore alla schiena e al torace, difficoltà nel deglutire, difficoltà nella respirazione, tosse e raucedine.

ACCERTAMENTI

La presenza di un eventuale aneurisma può essere verificata attraverso radiografia toracica, TAC, risonanza magnetica o angiografia.

ANGINA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’angina è un dolore intenso e improvviso che si manifesta al centro del torace che provoca una fastidiosa e a volte angosciante sensazione di oppressione.

CAUSE

L’angina è causata dalla presenza di arterie coronarie parzialmente ostruite, che non riescono a rifornire il muscolo cardiaco di una quantità di ossigeno e sostanze nutritive sufficiente a sostenerne la contrazione. Il dolore è il segnale d’allarme di questa sofferenza del cuore.

SINTOMI

L’angina si manifesta con un dolore intenso o una sensazione di peso bruciante al centro del torace che può durare da pochi minuti fino a venti minuti circa. La sensazione dolorosa può raggiungere spalle, braccia e bocca dello stomaco.

In alcuni casi l’angina può precedere e quindi segnalare un imminente attacco cardiaco.

ACCERTAMENTI

Per accertare l’angina si eseguono esami clinici specifici tra cui elettrocardiogramma a riposo, elettrocardiogramma sotto sforzo, elettrocardiogramma dinamico di Holter con monitoraggio delle funzionalità del cuore da 24 e fino a 48 ore.

Si può inoltre ricorrere all’ecocardiografia per individuare eventuali restringimenti dei vasi come anche all’angiografia delle coronarie o a una scintigrafia del cuore.

ANGIOMA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’angioma è una forma patologica benigna comunemente chiamata “voglia”. Può essere localizzata a livello superficiale, nel derma o nella mucosa, oppure nel cervello, nel fegato e nelle ossa.

Si presenta sotto forma di macchia rosso-violacea che tende ad estendersi nel tempo. In alcuni casi l’angioma regredisce spontaneamente.
Se i vasi contengono sangue viene definito emangioma, oppure linfangioma se i vasi contengono linfa.

CAUSE

Spesso gli angiomi cutanei sono di natura congenita e raramente sono causati da lesioni analoghe in sedi profonde.

SINTOMI

Solitamente l’angioma è asintomatico. Può provocare fastidio se posizionato in una zona critica del corpo. In caso di lesione gli angiomi possono sanguinare.

ACCERTAMENTI

Oltre a visita dermatologica per accertare tipologia e caratteristiche, in alcuni casi sono indicati ulteriori accertamenti tra cui ecografia, ecocolor-doppler e angiografia.

APNEA NOTTURNA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’apnea notturna è una patologia cronica che disturba il sonno caratterizzata da ripetuto rallentamento, riduzione parziale o totale del flusso d’aria durante la respirazione. Si tratta di una situazione che deve essere posta sotto attento controllo, in quanto spesso associata a BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva).

CAUSE

Durante il riposo notturno, i muscoli di collo e lingua normalmente impiegati nella respirazione, si rilassano. Un rilassamento eccessivo (collasso) ostruisce le vie aeree superiori, determinando russamento, apnee e bruschi risvegli. In presenza di eccesso di tessuto adiposo o di infiammazione delle tonsille, l’ostruzione è maggiore.

SINTOMI

In caso di russamento e apnea notturna la qualità del sonno è scarsa, per questo il paziente manifesta una spiccata sonnolenza diurna oltre a secchezza delle fauci al risveglio, cefalea, sbalzi d’umore, frequenti risvegli notturni per orinare, scarsa capacità di concentrazione e, nei bambini, ritardi nella crescita.

ACCERTAMENTI

Il russamento non indica con certezza la presenza del disturbo, che può essere accertato con una polisonnografia, eventualmente supportata da elettroencefalogramma.

ARTERIOSCLEROSI

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’arteriosclerosi è un disturbo della circolazione sanguigna causato da un’alterazione delle pareti arteriose che si inspessiscono perdendo elasticità.

CAUSE

La formazione di depositi di materiale lipidico nelle pareti arteriose riducono il flusso di sangue provocando la patologia. L’origine dei depositi può essere molteplice e la causa può dipendere da fattori ereditari, da altre patologie (esempio diabete, ipertensione, obesità), o da scorretti stili di vita come la sedentarietà, il fumo, l’alimentazione (cibi ricchi di grassi saturi e trans, colesterolo, sodio e zucchero).

SINTOMI

L’arteriosclerosi può non dare sintomi per lungo tempo. Improvvisamente, però, quando l’arteria colpita è completamente o quasi ostruita dalle placche, può manifestarsi sotto forma di: infarto cardiaco (arterie coronarie), angina pectoris (coronarie parzialmente ostruite), o ictus cerebrale (arterie cerebrali ostruite). Nei pazienti anziani, l’arteriosclerosi provoca tipicamente una forma grave di ipertensione e insufficienza renale.

GLI ACCERTAMENTI

Gli esami clinici permettono di stabilire i livelli di colesterolo (HDL e LDL) e di omocisteina nel sangue. Se si sospettano ostruzioni arteriose, angiografia ed eco-Doppler consentono di individuarle con precisione.

ARITMIA CARDIACA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’aritmia cardiaca è un’alterazione del ritmo o della frequenza del battito cardiaco. Quando la frequenza è troppo elevata si definisce tachicardia, mentre un’eccessiva diminuzione viene indicata come bradicardia.

CAUSE

I fattori in grado di influenzare il ritmo cardiaco possono essere molteplici. Forme lievi e temporanee possono essere riconducibili all’assunzione di farmaci, sostanze eccitanti (teina, caffeina, nicotina), digestione, sforzi muscolari, stati ansiosi, abuso di sostanze. In altri casi può invece indicare un disturbo cardiocircolatorio, una disfunzione delle arterie coronariche o delle valvole cardiache.

SINTOMI

Tra i sintomi principali che caratterizzano l’aritmia cardiaca vi è naturalmente il battito cardiaco accelerato o rallentato. In caso di tachicardia la condizione può essere associata a pallore, stato confusionale, eccessiva sudorazione, difficoltà respiratorie. La bradicardia provoca invece senso di vertigine, giramento di testa, svenimento.

ACCERTAMENTI

L’aritmia cardiaca si accerta tramite auscultazione del cuore e misurazione del polso. L’elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo o l’elettrocardiogramma dinamico di Holter (monitoraggio del cuore per 24-48 ore) sono gli esami clinici indicati.

ARTRITE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’artrite è un processo infiammatorio dovuto a una reazione immunitaria anomala diretta ad articolazioni e in seguito a ossa. Di questa patologia si conoscono un centinaio di forme ma le più comuni sono l’artrite reumatoide, l’osteoartrite e l’artrite gottosa.

CAUSE

Le cause esatte e i meccanismi biologici che portano allo sviluppo della malattia non sono del tutto noti. Essendoci numerose forme di artrite anche le cause che ne inducono la comparsa possono avere natura diversa e quindi traumatica, metabolica, infettiva, autoimmune o idiopatica.

SINTOMI

Generalmente, l’artrite insorge tra i 20 e i 40 anni e la rapidità della progressione può variare da individuo a individuo. I primi sintomi, comunemente, comprendono rigidità prolungata, infiammazione, gonfiore e dolore articolare, che coinvolgono le piccole articolazioni localizzandosi principalmente a livello di mani e polsi, seguiti da piedi, ginocchia e gomiti, oppure prendere avvio dalla colonna vertebrale (spondilite). La rigidità può essere associata alla comparsa di noduli sottocutanei alle articolazioni. Il decorso può essere lento e benigno, oppure rapido e aggressivo. La progressione può portare alla deformazione e al blocco articolare.

ACCERTAMENTI

L’accertamento della forma di artrite in atto viene effettuato, dopo anamnesi generale, attraverso test ematici per la ricerca di anticorpi specifici nel sangue. La diagnostica per immagini (radiografia, RMN, TAC, ecografia) è utilizzata per monitorare l’evoluzione del danno articolare.

ARTROSI

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’artrosi o osteoartrosi è una patologia cronica a degenerazione progressiva della cartilagine articolare e dei tessuti connessi. L’artrosi si localizza prevalentemente in alcune aree del corpo, soprattutto anca e ginocchio, ma di frequente interessa anche la colonna vertebrale e le dita di mani e piedi.
L’artrosi dell’anca, conosciuta anche come coxartrosi, colpisce la cartilagine dell’anca a causa dell’usura dei capi articolari e, progredendo, provoca difficoltà nella deambulazione.
Quando la degenerazione del tessuto cartilagineo riguarda l’articolazione della spalla si ha la cosiddetta artrosi e tendinite della spalla. L’artrosi radiocarpica riguarda invece il polso, mentre con gonartrosi ci si riferisce all’artrosi del ginocchio. La mancata consolidazione di una frattura non guarita viene invece definita pseudoartrosi.

CAUSE

L’artrosi può manifestarsi spontaneamente o insorgere in seguito ad altri disturbi. È comunque una condizione cronica associata al naturale invecchiamento ma anche all’obesità o dovuta a fattori di stress articolare per carico eccessivo, disturbi osteoarticolari come morbo di Paget, traumi pregressi, artrite, deformità delle articolazioni.

SINTOMI

L’artrosi si manifesta con un dolore profondo e persistente a carico dell’articolazione colpita. Con il tempo può insorgere anche rigidità, deformazione e gonfiore dell’articolazione con riduzione della motilità e funzionalità della parte interessata.

ACCERTAMENTI

La Risonanza Magnetica Nucleare permette la diagnosi precoce della patologia. L’esame ecografico permette la distinzione tra processo artrosico e artritico mentre l’esame radiografico può rilevare un aumento di crescita ossea e contrazione dello spazio articolare, confermando l’ipotesi di artrosi.

ASMA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree che provoca difficoltà respiratoria per spasmo della muscolatura bronchiale.

CAUSE

Le cause possono essere molteplici e comprendono ereditarietà e familiarità, ma anche fattori ambientali come allergie a sostanze che possono essere inalate (pelo animale, polline, acari), inquinamento atmosferico (polveri sottili), fumo, farmaci (in particolare acido acetilsalicilico e beta-bloccanti), obesità e infezioni alle vie respiratorie. Si può scatenare una crisi asmatica anche a causa di sforzi fisici intensi, sbalzi di temperatura e forti stress emotivi.

SINTOMI

La crisi asmatica si presenta generalmente con difficoltà respiratoria dovuta a tosse e senso di oppressione al torace, respiro sibilante specialmente in fase di espirazione. Nei casi più preoccupanti il paziente può diventare cianotico e provare un senso di soffocamento. La crisi d’asma può durare da pochi minuti a giorni.

ACCERTAMENTI

Per diagnosticare l’asma si ricorre principalmente alla spirometria, esame che valuta la situazione delle vie aeree. Utili inoltre altri test come quelli allergologici o il test alla metacolina.

BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva nota anche come BPCO è una patologia progressiva dell’apparato respiratorio caratterizzata da una persistente ostruzione delle vie aeree.

CAUSE

La causa principale di BPCO è il tabagismo. Altri fattori scatenanti sono: il fumo passivo, l’esposizione costante a polveri e sostanze tossiche, l’esposizione prolungata a un severo inquinamento ambientale, l’eccesso ponderale.  La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva può anche avere matrice genetica.

SINTOMI

Tosse, presenza di catarro, difficoltà respiratorie permanenti, apnee notturne sono tutti sintomi comuni della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO).

ACCERTAMENTI

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva viene diagnosticata attraverso l’esame della spirometria.

CARDIOMIOPATIA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La cardiomiopatia ipertrofica è una patologia che colpisce il muscolo cardiaco e che si ripercuote negativamente a livello funzionale. La cardiomiopatia ipertrofica si contraddistingue per un vistoso ingrossamento nello spessore delle pareti del cuore, in particolar modo del ventricolo sinistro. La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro provoca aritmie e di solito è caratterizzata da alterazioni del ventricolo destro.

CAUSE

Le cardiomiopatie hanno spesso un’origine genetica.

SINTOMI

La cardiomiopatia ipertrofica può colpire a qualsiasi età e si presenta con sintomi quali fiato corto, dolore al petto e svenimenti (soprattutto durante l’esercizio fisico o sforzi), vertigini, affaticamento e palpitazioni.
Nella cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro i sintomi si manifestano in giovane età con irregolarità del battito cardiaco. Lo scompenso cardiaco compare invece in situazioni di patologia molto estesa.

ACCERTAMENTI

Per diagnosticare e definire una cardiomiopatia sono necessari esami e test clinici quali ecocardiogramma, elettrocardiogramma, risonanza magnetica, esame del Dna, prova da sforzo, Holter e studio dell’elettrofisiologia.

CERVICALGIA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La cervicalgia, ossia il dolore alla cervicale, è un disturbo muscolo-scheletrico che si manifesta come un dolore al collo e che spesso si propaga a spalle e braccia rendendo difficoltosi i movimenti.

CAUSE

Le cause più ricorrenti del dolore cervicale sono da ascrivere a scorretti stili di vita (stress, tensione psichica, posture scorrette, sedentarietà) ma comprendono anche traumi da incidente, attività sportive traumatiche, ernia e artrosi cervicale.

SINTOMI

I sintomi della cervicalgia possono variare, in genere la patologia si manifesta come un dolore costante, di entità variabile, che interessa prevalentemente collo e parte alta della schiena estendendosi a spalle e braccia.

Possono inoltre comparire cefalea, vertigini, disturbi della vista, affaticamento muscolare, formicolio localizzato.

ACCERTAMENTI

È necessaria una valutazione muscolo-scheletrica e neurologica per stabilire l’eventuale presenza di compressione delle radici nervose o del midollo spinale. Eventuali accertamenti vengono poi effettuati tramite radiografie, TAC, risonanza magnetica.

CORONAROPATIA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Per coronaropatia si intende un’alterazione, anatomica o funzionale, delle arterie coronarie del cuore. Le coronaropatie possono essere congenite e quindi trattasi di anomalia congenita coronarica, o acquisite di solito come conseguenza a ostruzione di uno o più rami delle arterie coronarie su base aterosclerotica o non aterosclerotica

CAUSE

Le cause delle malattie coronariche possono essere imputabili a fattori di carattere ereditario (anomalia congenita coronarica) o insorgere in seguito a dinamiche precise che si riferiscono a scorretti stili di vita e comprendono: tabagismo, ipertensione arteriosa sistemica, obesità, sedentarietà, stress.

SINTOMI

I sintomi di una coronopatia spesso si manifestano in modo improvviso anche se l’ostruzione arteriosa è un processo che può durare anni. Dolore al petto, dispnea, estremo senso di stanchezza, dolore fugace o acuto localizzato nel braccio, nella schiena o nell’addome sono le modalità in cui la patologia si manifesta più frequentemente.

ACCERTAMENTI

Per accertare l’insorgenza della patologia si effettua l’elettrocardiogramma, che mostra un tracciato tipico. Altri esami strumentali sono l’ecocardiogramma, l’esame sotto sforzo, l’angiogramma coronarico e l’ecografia intravascolare.

DIABETE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Il diabete è un’alterazione del metabolismo che implica un’elevata concentrazione di zucchero nel sangue (glicemia) per l’azione insufficiente dell’ormone proteico insulina.
Una diretta e grave complicanza della malattia diabetica è il piede diabetico.

CAUSE

All’origine del diabete c’è una disfunzione dell’insulina. Il diabete di tipo 1, definito anche insulino-dipendente o giovanile, è caratterizzato dalla mancanza di insulina Nel diabete di tipo 2 l’insulina è normalmente presente, ma l’organismo ne impedisce l’azione. Questa forma si presenta nelle persone anziane o sovrappeso. Il cosiddetto diabete gestazionale può invece insorgere durante una gravidanza.

SINTOMI

Effetto comune a tutti i tipi di diabete è l’aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Il diabete di tipo 1 esordisce in modo acuto e improvviso con sintomi quali stanchezza, perdita di peso, aumento della quantità di urina giornaliera e della necessità di urinare, accresciuto senso di sete, visione offuscata. Nei casi estremi crisi iperglicemica con svenimento e tremori. Il diabete di tipo 2 può non manifestare sintomi per lungo tempo ma una progressiva intolleranza al glucosio.

GLI ACCERTAMENTI

Per la diagnosi è necessario l’esame ematico effettuato a digiuno o dopo l’assunzione di glucosio (curva glicemica). L’esame delle urine serve invece a verificare la presenza di zuccheri (glicosuria).

DISCOPATIA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Con discopatia si indica un’alterazione del disco intervertebrale, ossia quella specie di cuscinetto fibrocartilagineo interposto tra una vertebra e l’altra con lo scopo di facilitare i movimenti, ammortizzare gli urti e rendere flessibile la schiena. La discopatia può essere cervicale o lombare.

CAUSE

Le cause della discopatia possono essere molteplici: può infatti avere un’origine traumatica a seguito di uno sforzo eccessivo, può dipendere dal sovrappeso e dalla sedentarietà o dall’età avanzata, può essere dovuta a cause genetiche. Si può inoltre sviluppare a seguito di un’infezione.

SINTOMI

La discopatia è spesso asintomatica, in altri casi invece si manifesta con un dolore sordo e continuo causato dalla pressione delle vertebre sui nervi. Ciò comporta rigidità della colonna vertebrale, mal di schiena e tendenza ad assumere posture sbagliate aggravando così la sofferenza. Il dolore può espandersi agli arti inferiori o superiori, provocando insensibilità e formicoli.

GLI ACCERTAMENTI

L’esame clinico più indicato per una completa diagnosi è la Risonanza Magnetica.

DITO A SCATTO

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Il dito a scatto, detto anche tenosinovite stenosante, è una condizione che colpisce uno o più dei tendini della mano, rendendo difficile o impossibile piegare il dito colpito. Le dita più frequentemente interessate sono pollice, medio e anulare. Nella fase di estensione (apertura) delle dita, queste si muovono a scatto, arrecando dolore. È più frequente nelle donne.

CAUSE

II dito a scatto è provocato da un’infiammazione della guaina del tendine della mano che non riesce più a scorrere nel suo canale. Nell’attraversare il canale il tendine viene schiacciato arrecando dolore e una sensazione di scatto nel dito corrispondente.

SINTOMI

I sintomi del dito a scatto si manifestano con un dolore localizzato al palmo della mano e un indolenzimento del dito alla cui base si può sentire un piccolo nodulo. Con il progredire dell’infiammazione il dito inizia a muoversi a scatto e talvolta rimane bloccato in flessione, provocando forte dolore. Si avverte un rumore (clic) durante lo spostamento.

GLI ACCERTAMENTI

Per la diagnosi è spesso sufficiente la valutazione clinica, utile l’esame ecografico.

ENFISEMA POLMONARE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’enfisema polmonare è una malattia che colpisce gli alveoli dei polmoni, provocandone una dilatazione irreversibile con conseguente perdita della capacità di trasmettere ossigeno al sangue.

CAUSE

La causa principale dell’enfisema polmonare è legata al fumo. Possono provocare la malattia anche l’esposizione ad altre sostanze che irritano le vie aeree: le sostanze inquinanti presenti nell’aria e le polveri di carbone e silice. In casi rari l’enfisema polmonare è causato da fattori ereditari.

SINTOMI

Il disturbo è asintomatico nella fase iniziale. Possono poi comparire sintomi lievi come mancanza di fiato e affaticamento. Gradualmente si nota un progressivo peggioramento della respirazione, fiato corto e ansimante, tosse cronica con espettorazione catarrale vischiosa, calo di peso corporeo, colorito bluastro. Le difficoltà respiratorie diventano crescenti e il torace assume la classica forma “a botte”.

GLI ACCERTAMENTI

Oltre all’esame e valutazione diretta, è indicato sottoporsi ad analisi del sangue per rilevare la quantità di ossigeno e anidride carbonica. Tra le indagini strumentali, permettono l’accertamento la radiografia toracica e la spirometria.

EPICONDILITE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’epicondilite, conosciuta anche come “gomito del tennista“, è un’infiammazione dei tendini connessi all’epicondilo, una struttura ossea del gomito.

CAUSE

L’epicondilite può manifestarsi quando si compie un movimento ripetitivo e prolungato al quale non si è abituati, che costringe a contrarre continuamente i muscoli dell’avambraccio; ad esempio giocare a tennis, usare utensili o imbiancare le pareti. A volte può bastare anche un solo giorno di sforzo eccessivo per provocare l’infiammazione dell’epicondilo.

SINTOMI

L’epicondilite si manifesta con un dolore localizzato all’epicondilo, che rende difficoltoso o addirittura impossibile effettuare alcuni semplici movimenti come ruotare la maniglia della porta, oppure versare da bere.
Il dolore si avverte al lato esterno del gomito, polso e mano, con possibilità di estendersi nel tempo a tutto l’avambraccio e quindi a cronicizzarsi.

GLI ACCERTAMENTI

La diagnosi viene effettuata con esame diretto eventualmente supportato da radiografia al gomito, per escludere fratture ossee, e da un’ecografia tendinea.

ERNIA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Per ernia si intente la fuoriuscita di un viscere o di un organo dalla sua sede naturale verso una cavità del corpo o all’esterno del corpo stesso. Le principali ernie sono a carico del diaframma (ernie diaframmatiche, tra cui l’ernia iatale), del disco compreso tra due vertebre (ernia del disco, ernia cervicale) e dei visceri addominali (ernia della parete addominale).

CAUSE

L’origine dell’ernia cervicale può essere legata a condizioni post-trauma (il classico colpo di frusta a seguito d’incidente stradale); oppure da carico eccessivo e da posture errate che sollecitano la colonna vertebrale durante la normale attività lavorativa; nonché da problemi mandibolari, forte ansia ed emotività del soggetto che lamenta il dolore.

In seguito a rottura di un disco vertebrale, la compressione dei nervi della colonna vertebrale dovuta al versamento di liquido cerebrospinale può invece causare l’ernia discale.

SINTOMI

Il sintomo principale è un dolore intenso nella zona dove si è verificata la lacerazione del disco. Il dolore si estende poi, a seconda dei casi, agli arti e al collo provocando anche formicolio diffuso, rigidità della muscolatura, intorpidimento.

GLI ACCERTAMENTI

In caso di sospetta ernia discale o cervicale, l’accertamento può essere effettuato con Risonanza Magnetica o esame radiologico.

FASCITE PLANTARE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La fascite plantare è un’infiammazione che colpisce le fibre della fascia plantare, che dalla zona mediale del calcagno si estende fino alla radice delle dita del piede.

CAUSE

La fascite plantare è una condizione patologia provocata dal sovraccarico della fascia plantare tipica degli sport che comportano spinte e salti, in cui le fibre della fascia plantare vengono sottoposte a uno stress eccessivo e ripetuto.

L’infiammazione si origina per i continui sovraccarichi, microtraumatismi ripetuti durante le corse o le camminate, oppure per l’utilizzo prolungato di calzature non adatte. Tra le cause anche il sovrappeso o l’obesità.

SINTOMI

Il dolore è principalmente localizzato nella zona calcaneare e si manifesta in maniera acuta quando si poggia il piede a terra, specie al mattino quando si compiono i primi passi. Durante la giornata tende a diminuire.

GLI ACCERTAMENTI

Normalmente è sufficiente una visita completa del piede con sintomatologia, eventuali accertamenti possono essere effettuati tramite radiografia o risonanza magnetica.

FIBRILLAZIONE ATRIALE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La fibrillazione atriale è una patologia che coinvolge le camere superiori del muscolo cardiaco, gli atri, determinando un battito accelerato: si parla infatti di cuore in fibrillazione. La malattia rende impossibile un’efficace contrazione delle cavità atriali che si ripercuote sulla funzionalità dei ventricoli e sul flusso sanguigno.

CAUSE

Le cause della fibrillazione atriale sono sovente riconducibili all’invecchiamento del cuore e alla progressiva dilatazione dell’atrio che genera il battito cardiaco.
La fibrillazione atriale è inoltre comune nelle persone con disfunzioni della tiroide, nei diabetici e nei soggetti che presentano ipertensione arteriosa, nei malati oncologici (tumore ai polmoni), in chi è affetto da polmonite o soffre di embolie polmonari. La preesistenza di una cardiopatia, quali l’angina pectoris e l’insufficienza cardiaca o difetti degli apparati valvolari, costituisce ulteriore fattore di rischio.

SINTOMI

Spesso, soprattutto fra i pazienti più giovani, la fibrillazione atriale è asintomatica. Quando invece si manifesta è caratterizzata da sintomi quali: polso irregolare o anomalo, dolore toracico, palpitazioni, debolezza, sudorazione, vertigini, affaticamento eccessivo, senso di ansia.

GLI ACCERTAMENTI

In molti casi, la fibrillazione atriale viene identificata semplicemente sentendo il polso oppure mediante auscultazione con stetoscopio. Tuttavia la diagnosi deve essere confermata da un elettrocardiogramma.

FLEBITE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La flebite è una infiammazione della parete venosa, che colpisce soprattutto le vene superficiali (flebite superficiale), in particolare quelle delle gambe. Quando l’infiammazione è legata a un coagulo di sangue si è in presenza di tromboflebite. Quando il coagulo è presente in vene profonde, soprattutto della gamba e dell’anca, si può avere una trombosi venosa profonda da cui può originare un’embolia.

CAUSE

La flebite superficiale è solitamente causata da un trauma locale ad una vena, spesso da iniezione endovenosa o catetere intravenoso che irrita la vena stessa. Può avere anche origine infettiva. Le vene varicose e l’ereditarietà sono fattori di rischio. La tromboflebite può essere causata da alterazioni della coagulazione del sangue o da una prolungata seduta nella stessa posizione. La trombosi venosa profonda ha un’origine di carattere traumatico, spesso legata a interventi chirurgici o fratture ossee.

SINTOMI

Sintomi tipici di flebite superficiale sono la cute arrossata e più calda al tatto, accompagnata da gonfiore, indurimento dei vasi venosi, doloranti al tatto. Il dolore può essere tale da rendere difficoltosa la deambulazione.

GLI ACCERTAMENTI

Flebiti e tromboflebiti vengono accertate per esame diretto. La predisposizione al disturbo viene effettuata tramite una serie di esami ematici che riscontrano la presenza di antitrombina III (AT-III), proteina C, proteina S e altri. Per la trombosi venosa profonda si può ricorrere a eco-Doppler e angiografia.

FRATTURE OSSEE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La frattura ossea si distingue in frattura esposta quando vi è la rottura di un osso con possibile lacerazione dei tessuti che lo coprono, frattura scomposta quando si verifica una separazione o angolazione delle estremità. Si definisce flessione ossea parziale il caso in cui si verifichi un piegamento o incrinatura dell’osso senza rottura.

CAUSE

La frattura ossea è generalmente provocata da traumi come cadute, incidenti, urti, schiacciamenti, torsioni. Patologie come i tumori ossei benigni, cancro, osteoporosi e anche le infezioni possono concorrere all’indebolimento dello scheletro favorendo il verificarsi di fratture.

Gli anziani presentano una maggiore fragilità ossea dovuta principalmente all’osteoporosi e sono quindi soggetti a una maggiore probabilità di frattura, in particolare la frattura del femore è tipicamente associata ai pazienti di età avanzata.

SINTOMI

Tra i sintomi più comuni in caso di frattura vi sono il dolore acuto, incapacità di caricare la parte lesa, gonfiore, ematomi e tumefazione.

GLI ACCERTAMENTI

Per accertare la frattura ossea e la sua entità è necessario ricorrere alla radiografia. Eventuali lesioni a tendini e legamenti possono essere verificate tramite TAC o Risonanza Magnetica.

ICTUS

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’ictus si verifica quando il flusso di sangue ossigenato destinato a una porzione del cervello viene per un qualsiasi motivo interrotto, le cellule cerebrali iniziano a morire dopo pochi minuti.

La forma più diffusa è l’ictus ischemico, con ostruzione parziale o completa dell’arteria. Meno frequente è l’ictus emorragico.

CAUSE

Le maggiori cause di ictus ischemico sono il restringimento dei vasi arteriosi (arterosclerosi), la formazione di trombi ed emboli. L’ictus emorragico ha invece origine dall’aumento della pressione arteriosa (ipertensione). Fumo, diabete e alti livelli di colesterolo sono i principali fattori di rischio.

SINTOMI

L’ictus si manifesta in modo improvviso. L’ictus ischemico, a secondo della zona di cervello colpita, può provocare difficoltà a parlare e concentrarsi, oltre a vomito, capogiri, difficoltà motorie, riduzione della vista, alterazioni di coscienza, insensibilità o paralisi unilaterale. Se i sintomi scompaiono entro 24 ore si è in presenza di un attacco ischemico transitorio. Se invece progrediscono possono arrecare seri danni neurologici.
L’ictus emorragico può rivelarsi fatale.

GLI ACCERTAMENTI

Per verificare la tipologia di ictus e valutare i danni cerebrali si possono compiere una TAC o una Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) alla testa. In caso di sospetta ostruzione a livello delle carotidi è consigliabile un ecocolor-Doppler.

INFARTO

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Con il termine infarto ci si riferisce alla necrosi – quindi alla morte – del tessuto muscolare cardiaco per mancato o diminuito flusso di sangue (ischemia acuta).

LE CAUSE

Nella maggior parte dei casi la mancata o diminuita irrorazione sanguigna è dovuta all’occlusione, per presenza di trombi, di un’arteria coronaria. I trombi si presentano più spesso in arterie già parzialmente ostruite da placche di sostanze grasse, soprattutto colesterolo. L’infarto al miocardio colpisce una percentuale maggiore di popolazione maschile. L’infarto è una patologia multifattoriale, in quest’ambito sono considerati fattori di rischio: la familiarità, l’alto livello di colesterolo nel sangue, età avanzata, ipertensione, obesità, sedentarietà, fumo.

SINTOMI

Il tipico quadro clinico si presenta con un dolore oppressivo e bruciante al torace, in corrispondenza dello sterno, con tendenza a diffondersi alla schiena, al braccio sinistro o alla mandibola. Tra gli altri sintomi: sudorazione fredda, tachicardia, nausea, vomito, stato confusionale. Nei pazienti anziani, il disturbo può manifestarsi come disturbo respiratorio, sincope o aritmia.

GLI ACCERTAMENTI

L’infarto viene accertato tramite elettrocardiogramma, che presenta un tracciato tipico. Ulteriori indagini possono essere effettuate con coronarografia, scintigrafia ed ecocardiografia.

INSUFFICIENZE CARDIACHE E DELLE VALVOLE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Con insufficienza cardiaca si indicano diverse patologie che possono colpire l’organo cardiaco e le sue diverse parti, ciascuna con una propria specificità. Tra le insufficienze principali si possono ricordare: l’insufficienza aortica (che interessa la valvola aortica, impendendole di chiudersi e aprirsi correttamente con conseguenti anomalie circolatorie), l’insufficienza mitralica (dovuta all’incapacità della valvola mitrale di chiudersi opportunamente durante la fase di svuotamento del ventricolo sinistro), l’insufficienza tricuspide (collegata all’omonima valvola cardiaca), l’insufficienza cardiaca congestizia (un indebolimento cronico e progressivo della muscolatura cardiaca).

LE CAUSE

Ogni insufficienza ha un’eziologia propria. L’insufficienza aortica può essere causata da ragioni congenite (come la Sindrome di Marfan o quella di Ehlers-Danlos) o acquisite (tra le quali febbre reumatica, endocardite infettiva, artrite reumatoide, spondilite anchilosante, sifilide). L’insufficienza mitralica nei giovani è dovuta alla lassità del tessuto connettivo elastico della valvola, mentre negli anziani ad una degenerazione fibro-elastica con assottigliamento delle corde e dei lembi. Altre cause possono essere infarto del miocardio, cardiomiopatie primitive, endocardite batterica. L’insufficienza tricuspide è spesso conseguenza di un’insufficienza mitralica che sovraccarica il circolo polmonare. Le cause più diffuse dell’insufficienza cardiaca congestizia sono ipertensione, patologie coronariche, disturbi della tiroide, abuso di alcol, ma esistono anche numerosi altri fattori eziologici meno comuni.

SINTOMI

Ciascuna insufficienza presenta sintomi distintivi, ma in generale, in tutte è possibile notare i seguenti sintomi: affaticamento, gonfiori agli arti inferiori, dispnea e difficoltà alla respirazione, dolore toracico, vertigini, aritmia, edema polmonare (nel caso dell’insufficienza cardiaca congestizia).

GLI ACCERTAMENTI

Per diagnostica un’insufficienza cardiaca o alle valvole cardiache è sempre fondamentale la visita cardiologica. Ad essa possono seguire esami che permettono di accertare e definire il disturbo: elettrocardiogramma, ecocardiogramma, radiografia del torace, angio tac, ecografia transesofagea e, eventualmente, cateterismo cardiaco.

IPERTENSIONE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’ipertensione arteriosa è una condizione caratterizzata dall’elevata pressione del sangue nelle arterie, oltre le normali esigenze dell’organismo.

CAUSE

L’età avanzata, il vizio del fumo, l’obesità, l’eccesso di colesterolo nel sangue, il diabete, lo stress psicofisico, la sedentarietà, sono fattori considerati a rischio.  In alcuni rari casi, il disturbo può subentrare in seguito ad altre patologie o cause (squilibri ormonali, assunzione di alcol, liquirizia o farmaci ipertensivi, aterosclerosi, malattie congenite o a carico dei reni).

SINTOMI

Mal di testa, vertigini, sudorazione ed emorragie nasali sono sintomi ascrivibili a un’elevata pressione arteriosa che tuttavia può anche essere asintomatica.

GLI ACCERTAMENTI

La semplice misurazione della pressione con sfigmomanometro, rileva eventuali alterazioni rispetto ai valori medi (80-90 mmHg di minima e 120-140 mmHg di massima).

IPERTIROIDISMO

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’ipertiroidismo è una sindrome causata da un’eccessiva produzione e/o rilascio di ormoni tiroidei nel sangue che provoca un’alterazione delle funzioni vitali dell’organismo.
L’iperparatiroidismo primario è invece una patologia in cui si assiste ad un aumento dei livelli di calcio nel sangue dovuti all’aumentata secrezione di paratormone.

CAUSE

Le cause dell’ipertiroidismo sono molteplici, la più comune è il morbo di Basedow, una patologia autoimmune. All’origine dell’eccesso di produzione ormonale possono inoltre esserci noduli o adenomi tossici, tiroiditi, gozzo multinodulare tossico, infiammazione da esposizione ad agenti tossici o radiazioni.

SINTOMI

I sintomi più frequenti comprendono tachicardia, agitazione, insonnia, tremori, diarrea, alterazioni del ciclo mestruale, nervosismo, cute calda, sottile e umida, sudorazione profusa, debolezza, dimagrimento nonostante appetito aumentato. Nel caso del morbo di Basedow possono inoltre essere presenti anche disturbi oculari.

GLI ACCERTAMENTI

La valutazione della funzione tiroidea si effettua con il dosaggio, attraverso un semplice prelievo di sangue, degli ormoni TSH, FT3 ed FT4. Le cause di ipertiroidismo possono inoltre essere indagate mediante ecografia e scintigrafia tiroidea.

MELANOMA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Il melanoma è un tumore maligno della cute, che ha origine da alcune cellule dette melanociti. Il melanoma è il più aggressivo dei tumori della pelle e può essere letale se riconosciuto in ritardo

CAUSE

L’esposizione prolungata e intensa ai raggi solari, soprattutto in giovane età può favorire l’insorgere del melanoma. Fra gli altri fattori di rischio, la familiarità, occhi e pelle chiara, l’abbassamento delle difese immunitarie per immunodeficienza patologica o causata da terapie farmacologiche, la presenza di nevi displastici (nei anomali), la loro quantità e dimensioni.

SINTOMI

La manifestazione tipica è il cambiamento di un nevo, cioè una lesione pigmentata, già presente sulla pelle o formatasi da poco. È sempre utile tenere a mente l’alfabeto dei nei: A come Asimmetria, B come Bordi (irregolarità), C come Colore (non uniforme), D come dimensioni (superiori a 6 mm), E come Evoluzione (modifiche nell’aspetto del neo). Neo che sembra lucido, ceroso, liscio o pallido, un punto rosso chiaro che sanguina, appare ulcerato o presenta croste. Altro sintomo comune è il prurito.

ACCERTAMENTI

In caso di sospetto melanoma viene effettuata biopsia cutanea.

MICOSI

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Le micosi sono infezioni dovute a funghi patogeni che possono interessare pelle, cuoio capelluto, unghie o mucose.

CAUSE

I funghi all’origine dell’infezione trovano il loro habitat ideale in ambienti caldi, umidi e ricchi di cheratina, la sostanza presente in peli, unghie e pelle. La comparsa di micosi è favorita da diversi fattori tra cui l’uso di antibiotici, una ridotta efficienza del sistema immunitario e la presenza di uno stato di diabete.

SINTOMI

I sintomi più comuni delle micosi sono l’arrossamento cutaneo, prurito, lesioni con squame o papule associati a dolore e infiammazione di intensità variabile. Quando la micosi riguarda le unghie, queste aumentano di spessore con segni di sfaldamento fino a staccarsi progressivamente e cadere.

ACCERTAMENTI

Per accertare la presenza di micosi è necessario osservare i funghi al microscopio. Utile l’esame colturale che richiede però tempi lunghi.

MALATTIA DI ALZHEIMER

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La malattia di Alzheimer è una patologia mentale che compromette lentamente e progressivamente le facoltà del cervello. È invalidante ed ha un esordio prevalentemente senile.

CAUSE

Le cause della malattia di Alzheimer che innescano la malattia non sono ancora state del tutto chiarite: esistono fattori di predisposizione genetica, ma anche fattori ambientali determinanti.

SINTOMI

I primi sintomi della malattia di Alzheimer sono lievi e difficili da interpretare e coinvolgono l’ambito della memoria con dimenticanze, difficoltà a riconoscere cose, persone e luoghi, disorientamento… Segue una degenerazione delle principali capacità cerebrali che in un periodo variabile dai 4 agli 8 anni può condurre all’incapacità di nutrirsi, muoversi e comunicare e a una significativa alterazione della personalità.

ACCERTAMENTI

Effettuare una diagnosi sicura non è semplice, il morbo può essere accertato attraverso il riconoscimento patologico dei vari disturbi e tramite test, prove e questionari che verificano le capacità cerebrali.

MALATTIA DI PARKINSON

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa, ad evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell’equilibrio provocando un progressivo acuirsi di rigidità muscolare, tremori, rallentamento motorio.

CAUSE

Alla base della malattia di Parkinson c’è una degenerazione neuronale le cui cause sono ancora ignote, che provoca una riduzione significativa nella produzione di dopamina. Sembra che vi siano molteplici elementi che concorrono allo sviluppo della malattia tra cui l’ereditarietà, l’esposizione a particolari sostanze tossiche, trauma cranico, lesioni cerebrali.

SINTOMI

I principali sintomi motori della malattia di Parkinson sono la rigidità, la lentezza dei movimenti automatici, il tremore a riposo e, in una fase più avanzata, l’instabilità posturale: questi disturbi si presentano in modo asimmetrico con un lato del corpo più interessato rispetto all’altro. La progressione del morbo può condurre all’immobilità e a una degenerazione delle funzioni cerebrali. Un sintomo molto precoce, precedente a quelli motori e utile anche per la diagnosi, è una significativa alterazione dell’olfatto.

ACCERTAMENTI

La diagnosi della malattia di Parkinsonè effettuata attraverso una valutazione dei sintomi, dei segni neurologici e della risposta a terapie farmacologiche specifiche.

NODULO TIROIDEO

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Il nodulo tiroideo è una massa che può essere solida o piena di liquido che si forma all’interno della ghiandola. Gran parte dei noduli non è grave e non causa sintomi, ma una piccola percentuale può essere indicativa della presenza di un cancro tiroideo e quindi è sempre necessario procedere a una corretta diagnosi differenziale.

CAUSE

È molto diffuso e può insorgere come conseguenza di disfunzioni ormonali e/o di carenza di iodio.

SINTOMI

La maggior parte dei noduli della tiroide non causa segni o sintomi e viene scoperta in modo casuale durante controlli di routine o accertamenti per altri disturbi. In alcuni casi possono tuttavia aumentare di dimensione tanto da essere visibili esternamente, alla base del collo, essere percepibili alla palpazione, comprimere le vie aeree o l’esofago, causando un fastidio in gola, affanno o difficoltà a deglutire.

ACCERTAMENTI

L’esame più accurato per diagnosticare il nodulo tiroideo è l’ago aspirato, ulteriori accertamenti possono essere effettuati mediante esami ormonali, ecografia tiroidea, TAC e Risonanza Magnetica, Scintigrafia Tiroidea.

OSTEOPOROSI

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

L’osteoporosi è una malattia metabolica ossea caratterizzata dalla riduzione della resistenza ossea, con conseguente aumento del rischio di fratture.

CAUSE

La patologia è causata da fattori nutrizionali, metabolici o patologici. Nella maggior parte dei casi è una patologia conseguente alla menopausa, tuttavia altre cause scatenanti potrebbero essere: anoressia, malnutrizione, età avanzata.

In alcuni pazienti l’osteoporosi è secondaria allo sviluppo di un’altra malattia: ipertiroidismo, iperparatiroidismo, celiachia e morbo di Crohn, insufficienza renale cronica, fibrosi cistica, distrofia muscolare di Duchenne.

SINTOMI

Maggiore predisposizione alle fratture, spesso senza una causa apparente, dolori cronici (in particolare alla schiena), riduzione della statura a causa del cedimento della colonna vertebrale (incurvamento), comparsa di pieghe cutanee sulla schiena, formazione di un ventre tondeggiante dovuto all’incurvamento della colonna vertebrale.

ACCERTAMENTI

L’esame specifico per diagnosticare l’osteoporosi è la MOC (mineralometria ossea computerizzata) con tecnica DXA.

PIEDE D’ATLETA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Il piede d’atleta è un’infezione fungina piuttosto contagiosa provocata da dermatofiti che, a causa dell’umidità presente per la sudorazione, si installano tra le dita dei piedi dove è più facile l’attecchimento.

CAUSE

L’aumento della temperatura, insieme all’attività fisica e la conseguente sudorazione possono causare il cosiddetto piede d’atleta. L’infezione ha origine da contatto con superfici o persone infette, favorita da condizioni ambientali calde e umide. Fattori di rischio sono il contatto con superfici calde e umide (saune, piscine, docce, spogliatoi).

SINTOMI

Prurito, bruciore, infiammazione e desquamazione della pelle tra le dita o sulla pianta dei piedi, con formazione di piccolissime piaghe. In alcuni casi l’infezione può estendersi alle unghie dei piedi.

ACCERTAMENTI

L’accertamento avviene con esame diretto e l’analisi dei sintomi. Può essere utile l’esame microscopico e colturale di frammenti di cute.

PLEURITE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La pleurite è un’infiammazione acuta o cronica della pleura, la membrana che riveste esternamente i polmoni. L’infiammazione può comportare un accumulo di liquido, che determina la compressione dei polmoni (versamento pleurico).

CAUSE

Parecchie condizioni possono causare la pleurite, la più frequente è riconducibile alle infezioni virali. Altre cause di pleurite possono essere: infezioni batteriche, embolia polmonare, malattie autoimmuni, cancro, chirurgia toracica e cardiaca, malattie polmonari, traumi toracici, reazioni ad alcuni farmaci.

SINTOMI

Il sintomo principale della pleurite è un dolore acuto o a fitte al torace che peggiora con l’inspirazione profonda, la tosse o gli starnuti.

Il dolore può essere localizzato o diffondersi a spalle o schiena. L’infiammazione può essere accompagnata da tosse secca, febbre, respiro rapido con scarso apporto di ossigeno.

ACCERTAMENTI

L’esame diretto con auscultazione andrà ad individuare il rumore da sfregamento pleurico, permettendo di accertare il disturbo. Attraverso la radiografia toracica si potrà valutare l’accumulo di liquido nella pleura.

PSORIASI

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle non infettiva né contagiosa in cui di norma compare una desquamazione a placche. La psoriasi cutanea appare collegata a patologie autoimmuni come Morbo di Crohn, artriti sieronegative.

CAUSE

All’origine della psoriasi vi è un accelerato ricambio cellulare: le cellule nuove della pelle formano chiazze sopra le quali sono presenti le cellule vecchie. Le cause di questo meccanismo sono sconosciute e potrebbero essere legate a un malfunzionamento del sistema immunitario. La psoriasi è favorita da fattori quali gli stress emotivi, l’abuso di alcol, la familiarità, cambiamenti ormonali, malattie del sistema immunitario, lesioni cutanee, traumi, infezioni (soprattutto alle vie respiratorie).

SINTOMI

Nella maggior parte dei casi la psoriasi colpisce i gomiti, le ginocchia, il cuoio capelluto, la parte bassa della schiena, il viso, il palmo delle mani e la pianta dei piedi, ma può interessare la pelle in qualsiasi zona del corpo; può anche interessare le unghie delle mani e dei piedi, e i tessuti molli della cavità orale e della zona genitale.

Si presenta con chiazze arrossate e in leggero rilievo, coperte da squame più chiare.

ACCERTAMENTI

La psoriasi può essere accertata tramite l’esame diretto delle lesioni. In alcuni pazienti può essere necessario il ricorso a una biopsia.

REUMATISMI

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Con il termine di reumatismi ci si riferisce alle patologie acute e croniche a carico principalmente di tendini, muscoli e articolazioni, accomunate da sindromi infiammatorie e dolorose.

CAUSE

Spesso generati da più cause concomitanti, i reumatismi possono essere anche di natura ereditaria. I reumatismi sono causati prevalentemente da una infiammazione a carico delle ossa e delle articolazioni legati a molteplici fattori tra cui: sovrappeso, alimentazione scorretta, vita sedentaria, posture scorrette. I reumatismi possono inoltre essere legati a fattori di tipo ereditario, carenza di bioflavonoidi, infezioni pre-esistenti.

SINTOMI

Dolori articolari, con rigidità e gonfiori che pregiudicano la mobilità, e dolori lombari, dorsali e cervicali, a carico della colonna vertebrale.

ACCERTAMENTI

Non esistono test di screening, l’esame diretto del paziente e della sintomatologia permettono di determinare la patologia.

Sciatalgia

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La sciatalgia è un dolore causato dall’infiammazione del nervo sciatico, il nervo che dal midollo spinale attraversa la zona lombare e corre lungo la gamba fino al piede.
Quando il dolore interessa la parte inferiore della schiena si parla di lombosciatalgia acuta.

CAUSE

La sciatalgia è spesso frutto di una compressione dei nervi lombari o sacrali, oppure di una lesione/infiammazione del nervo sciatico. Può anche dipendere da un’ernia al disco, dal rigonfiamento del disco spinale, dal restringimento del canale foraminale e spinale, da sindromi del muscolo piriforme.

SINTOMI

Dolore bruciante, penetrante, acuto che di solito colpisce solo un lato del corpo e dalla parte bassa della schiena s’irradia sulla parte posteriore della coscia, passando per l’anca e arrivando fin dietro la gamba o il piede. Spesso si manifesta dopo aver effettuato degli sforzi.

ACCERTAMENTI

È bene che l’analisi dei sintomi venga supportata da esami radiologici alla colonna vertebrale.

Sclerosi Multipla

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, cioè con lesioni a carico del sistema nervoso centrale. Colpisce i nervi di occhi, cervello e midollo spinale ed è più diffusa fra la popolazione femminile.

CAUSE

Le cause sono ancora in parte sconosciute, tuttavia le evidenze scientifiche indicano che la malattia origina da una combinazione di fattori ambientali e fattori genetici, pertanto la sclerosi multipla appartiene al gruppo delle malattie multifattoriali, patologie complesse la cui natura è legata a questa doppia componente.

SINTOMI

I sintomi variano secondo la zona del cervello colpita. I più frequenti sono: fatica, disturbi della sensibilità, disturbi visivi, dolore, disturbi sessuali, spasticità, disturbi vescicali, disturbi intestinali, disturbi cognitivi, depressione, disturbi della coordinazione (atassia, tremore), disturbi del linguaggio (disartria), disturbi parossistici.

ACCERTAMENTI

Al momento non è disponibile un singolo test in grado di confermare in modo certo e indiscutibile la diagnosi di sclerosi multipla. La diagnosi viene formulata dal medico sulla base di tre elementi: i sintomi riferiti dal paziente, l’esame neurologico e le analisi strumentali (risonanza magnetica – potenziali evocati) e biologiche (sangue e liquido cerebrospinale).

SCOLIOSI

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale che si presenta con una curvatura laterale e una rotazione dei corpi vertebrali che è più evidente nella zona costale.

CAUSE

Le cause che possono provocare la scoliosi sono molteplici e comprendono: ereditarietà, malattie genetiche, alterazioni neuromuscolari, arti sproporzionati per dimensioni. La patologia può insorgere anche in seguito a distrofia muscolare, spina bifida, paralisi cerebrale, tumori, atrofia muscolare spinale.

SINTOMI

A secondo della gravità della patologia possono presentarsi sintomi diversi. Fra i più frequenti si riscontrano asimmetrie del corpo fra cui spalle, fianchi o costole ad altezze diverse, testa non centrale rispetto al bacino, anca rialzata e sporgente, scapola prominente.

ACCERTAMENTI

La diagnosi della scoliosi si basa sulla ricerca di segni clinici precisi. Esame diretto con test Adams, radiografia, radiografia spinale, risonanza magnetica o tomografia assiale computerizzata (TAC).

SINDROME TUNNEL CARPALE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La sindrome del tunnel carpale è una neuropatia dovuta all’irritazione o alla compressione del nervo mediano nel suo passaggio attraverso il canale carpale.

CAUSE

In molti casi la sindrome del tunnel carpale si presente a causa di traumi lavorativi, dovuti all’utilizzo delle mani in movimenti di flessoestensione del polso o provocati dall’uso di strumenti vibranti. All’origine vi sono fattori quali la gravidanza, la menopausa, le terapie ormonali, le malattie metaboliche, l’ipotiroidismo e l’obesità.

SINTOMI

I sintomi della sindrome del tunnel carpale di solito si manifestano con gradualità e comprendono: frequenti bruciori, dolori, formicolio o sensazioni di addormentamento misto a prurito al palmo della mano e alle dita, specialmente al pollice, all’indice e al medio.

ACCERTAMENTI

Per diagnosticare il disturbo il medico sottopone il paziente ad alcune manovre cliniche: test di Tinel, di Phalen e di Durkan. In alcuni casi si effettua l’ecografia per visualizzare il nervo nel suo passaggio attraverso il carpo.

SOFFIO AL CUORE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Con la comune espressione di “soffio al cuore” ci si riferisce a diverse patologie accomunate da anomalie del flusso sanguigno nel muscolo cardiaco. Il soffio al cuore il più delle volte è di tipo benigno pressoché asintomatico, in altri casi, invece può essere espressione di disturbi cardiaci anche gravi.

CAUSE

Le cause del soffio al cuore possono essere numerose e sostanzialmente riconducibili ad alcune alterazioni anatomo-fisiologiche. Tra le più frequenti si riscontrano le valvulopatie (stenosi cioè restringimento di una valvola cardiaca, flusso sanguigno retrogrado attraverso un apparato valvolare che non chiude bene, ecc.) oppure aperture tra le cavità cardiache come il DIV (Difetto Intraventricolare).

SINTOMI

Il soffio al cuore benigno, soprattutto DIV (patologia congenita) di modesta entità o valvulopatie moderate, possono presentarsi già in giovane o giovanissima età, solitamente senza alcun disturbo. Quando il soffio al cuore è invece più significativo, si possono presentare sintomi come: fiato corto, sudorazione, dolori al torace, vertigini, dita, labbra e/o pelle cianotiche, svenimenti, maggiori possibilità di contrarre infezioni alle vie respiratorie ed endocardite.

ACCERTAMENTI

Il primo accertamento necessario è la visita cardiologica. Ad essa possono essere collegati ulteriori controlli come elettrocardiogramma, ecocardiografia, ecocolor-Doppler, radiografia del torace.

SPERONE CALCANEARE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Lo sperone calcaneare o spina calcaneare è un’anomala crescita di tessuto osseo che si forma sulla superficie inferiore dell’osso calcaneare.

CAUSE

Il disturbo è generalmente dovuto a un’eccessiva sollecitazione del tallone. Oltre alla predisposizione genetica, fra le cause più comuni vi sono il sovrappeso, problemi posturali, intensa attività sportiva, lavori pesanti in cui si mantiene la stessa posizione, calzature inadeguate.

SINTOMI

La spina calcaneare può essere asintomatica per un lungo periodo. La sintomatologia esiste quando compare l’infiammazione dei tessuti circostanti. Il paziente accusa forte dolore al tallone non appena poggia il piede a terra. Il dolore tende a regredire col riposo. In alcuni casi può manifestarsi ispessimento cutaneo in corrispondenza della spina.

GLI ACCERTAMENTI

Lo sperone calcaneare viene evidenziato grazie a una radiografia al piede, l’ecografia o la risonanza magnetica permettono di indagare lo stato dei tessuti molli adiacenti la spina.

STIRAMENTI E DISTORSIONI

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Lo stiramento è una lesione muscolare a cui può associarsi una lacerazione. La distorsione è un trauma articolare con danni ai tessuti molli.

CAUSE

All’origine dello stiramento c’è un eccessivo allungamento delle fibre muscolari – per movimenti bruschi di scatto o trazione – che non si rompono ma si lesionano provocando dolore e versamenti. La distorsione è generalmente causata da un movimento forzato o un appoggio scorretto, che allunga o lacera i legamenti, cioè i tessuti che connettono le ossa di un’articolazione.

SINTOMI

Lo stiramento si manifesta con dolore acuto e improvviso, seguito da spasmo muscolare e gonfiore associati a difficoltà di movimento. La distorsione presenta dolore e gonfiore all’articolazione. Se il danno ai legamenti è severo può comparire un ematoma.

ACCERTAMENTI

Il problema può essere indagato con esame radiologico. Nei casi più gravi può essere compiuta una Risonanza Magnetica Nucleare all’articolazione per valutare natura ed estensione delle lesioni.

TELEANGECTASIA

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La teleangectasia è la dilatazione di piccoli vasi sanguigni, generalmente superficiali, i quali assumono l’aspetto di arborescenze sinuose di colore rosso vivo o rosso-bluastro e divengono visibili oltre l’epidermide. Generalmente sono di piccole dimensioni e interessano soprattutto il viso e gli arti inferiori.

CAUSE

Le cause che possono favorire la comparsa di teleangectasie sono generalmente sia di natura ereditaria che localizzata e acquisita. Le variazioni ormonali, i processi vasodilatatori, l’invecchiamento e le infiammazioni ripetute contribuiscono alla comparsa delle dilatazioni.

SINTOMI

Generalmente, queste malformazioni venose sono asintomatiche. Le teleangectasie sono ben visibili e caratterizzate da alterazione dell’aspetto della pelle e micro-varici lineari, reticolari o circolari. Compaiono generalmente nella superficie interna delle labbra, sul palato, le gengive, le orecchie e talvolta anche sulle unghie, i palmi e le dita delle mani.

ACCERTAMENTI

Esame obiettivo supportato da eco-Doppler.

TENDINITE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

La tendinite è un processo infiammatorio che colpisce i tendini del corpo e che può estendersi alla guaina protettiva che li ricopre.

CAUSE

La tendinite è una patologia generalmente causata da sforzi fisici eccessivi, tipicamente connessi ad attività sportive, e dalla ripetizione continua di un movimento che coinvolge un’articolazione. Tra i maggiori fattori di rischio: il sovrappeso, il sovraccarico funzionale, l’assunzione di posture scorrette, l’utilizzo di calzature non adeguate, mancanza di un riscaldamento adeguato, alcuni fattori congeniti.  Tendini con una maggiore vulnerabilità all’infiammazione sono quelli di ginocchia, polsi, gomiti, spalle e retro della caviglia (tendine di Achille).

SINTOMI

Il sintomo principale della tendinite è il dolore localizzato nella zona in cui il tendine si è lesionato. Il dolore tende ad aumentare con il movimento della zona colpita.

Altri sintomi associati al dolore sono: il gonfiore, la formazione di ecchimosi, la difficoltà a compiere alcuni movimenti che richiedono l’intervento del tendine, la diminuzione della forza muscolare.

ACCERTAMENTI

Esame diretto e analisi della sintomatologia. A volte è necessario ricorrere a Risonanza Magnetica Nucleare o ecografia.

USTIONI

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Le ustioni sono lesioni della pelle e in alcuni casi dei tessuti sottocutanei provocate dal calore o da altri fattori. Si classificano in base agli strati cutanei coinvolti

CAUSE

Le ustioni possono essere causate da un contatto diretto col fuoco, con liquidi bollenti, con sostanze chimiche ma anche da un’eccessiva esposizione al sole (scottature solari) o dalla corrente elettrica.

SINTOMI

La gravità delle ustioni varia in base al coinvolgimento degli strati cutanei ed all’estensione dell’ustione stessa. L’ustione di primo grado coinvolge lo strato più superficiale con arrossamenti, gonfiore e talvolta eritema. Quella di secondo grado colpisce anche il derma con perdita dei liquidi, si manifesta con gonfiore dolente e vescicole. L’ustione di terzo grado raggiunge il tessuto adiposo con la distruzione di tutti gli strati della pelle e formazione di macchie nere fumanti. Quella di quarto grado arriva a danneggiare muscoli e ossa, con conseguenze anche gravi.

ACCERTAMENTI

Esame diretto del paziente.

VENE VARICOSE

27 Novembre 2017 di poliam-abea

DEFINIZIONE

Le vene varicose o varici degli arti inferiori sono vene dilatate che possono apparire di color carne, viola scuro oppure blu. Spesso somigliano a dei cordoni e si presentano ingrossate e tortuose. Si gonfiano e si rilevano sulla superficie della pelle. Le vene varicose sono comunemente localizzate sulla parte posteriore dei polpacci o lungo l’interno cosce.

CAUSE

Le varici o vene varicose sono originate dall’indebolimento delle pareti venose, che allungano e allargano sensibilmente i vasi. Anche le valvole che impediscono il riflusso di sangue cedono, con accumuli ematici nei vasi per gravitazione. Il disturbo colpisce maggiormente la popolazione femminile.  Sono numerosi i fattori che incrementano la probabilità di sviluppare questo problema, tra cui: età avanzata, cambiamenti ormonali, assunzione di pillole anticoncezionali e di altri medicinali contenenti estrogeno e progesterone, gravidanza, sovrappeso, esposizione al sole.

SINTOMI

I segni ed i sintomi delle vene varicose includono: grosse vene visibili sulla pelle, gonfiore di piedi e caviglie, gambe doloranti, crampi, prurito alle gambe. Pelle scolorita nella zona intorno alle vene varicose.

ACCERTAMENTI

Esame diretto supportato da eco-Doppler per rilevare funzionalità e morfologia dei vasi sanguigni.

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